28_05_2012 | SINDACI ‘SFASCIATI’: “MORATORIA DI DUE ANNI SUL PATTO DI STABILITÀ. DAL 2013 L'IMU TORNI AI COMUNI”

Lunedì, 28 Maggio 2012

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SINDACI ‘SFASCIATI’: “MORATORIA DI DUE ANNI SUL PATTO DI STABILITÀ. DAL 2013 L'IMU TORNI AI COMUNI”


Erano in sedici questa mattina. Sono partiti da piazza Cavour verso la poco distante Prefettura. Come annunciato oggi a Rimini è scattata la protesta contro l’imu e patto di stabilità dei sindaci del Pd a capo di Comuni nella provincia di Rimini. Al prefetto hanno consegnato simbolicamente le fasce tricolore e un documento.


“All’impegno che il Governo Monti profonde per salvare il Paese dalla deriva greca e scongiurare il ritorno alla lira, chiediamo si affianchi un programma di riforme per fare ripartire lo sviluppo”, è scritto nel documento che più avanti chiede una svolta verso il federalismo.


“I comuni, ora come non mai, sono protagonisti attivi e credibili delle politiche di contrasto alle nuove povertà insorgenti ed ultimo baluardo del sistema di welfare. Il neo-centralismo che ha caratterizzato l’ultimo decennio e che ha privato i sindaci di autonomia decisionale sia in fatto di politiche delle entrate, che di politiche della spesa, sta paralizzando l’intero paese in una morsa la cui prima tenaglia è l’incapacità di far ripartire l’economia a causa dei meccanismi perversi del patto di stabilità. La seconda tenaglia è l’impossibilità di fronteggiare la crisi che sta colpendo troppe famiglie. La terza tenaglia è l’ulteriore depauperamento in termini di tutela e mantenimento di livelli almeno dignitosi per la sicurezza e la tutela dell’ordine pubblico”.


I sindaci chiedono anche “un nuovo patto di stabilità che distingua gli enti virtuosi e consenta a chi governa i Comuni di dare risposte rapide ed efficaci ai bisogni della propria comunità. Chiediamo al Governo una moratoria di almeno 24 mesi per liberare le risorse che i Comuni possono mettere al servizio del Paese, di restituire e di valorizzare l’autonomia virtuosa dei comuni. L’effetto tangibile del patto di stabilità concepito anche sugli investimenti, ha bloccato sine die tante opere necessarie alle nostre comunità, molte improrogabili”.


Dell’imu vanno cambiati “natura e contenuti”, una tassa che “toglie autonomia e soprattutto chiede ai sindaci di riscuotere l’imposta trasformandosi in esattori nei confronti dei cittadini: l’imu incassata andrà infatti per la maggior parte allo Stato che, per contro, ha diminuito del 75% i trasferimenti ai Comuni”.
Ultima richiesta, quindi, che “già a partire dal 2013, l’Imu sia restituita come formulazione e come gettito interamente ai Comuni”.